mercoledì, giugno 25, 2008

Newzzz

Non scrivo sul blog da tre mesi, sono davvero una vergogna dell'umanità!
Eppure di cose avrei potuto raccontarne a bizzeffe: basti pensare che ora sto scrivendo da un computer dell'Ambasciata d'Italia a Parigi dove faccio uno stage trimestrale rigorosamente non pagato.
Nel frattempo sono tornata da Miami, ho preso la patente, ho ritrovato le persone più importanti della mia vita, Acido Politico è diventato il giornale più chiacchierato del mondo, ho disfatto le valige, ho rifatto le valige e ora eccomi qua!
Dopo un mese e mezzo qui ho capito qualche cosuccia fondamentale:

- se vuoi fare il diplomatico devi saper leccare il culo a chiunque (chiunque, indiscriminatamente) si trovi in una posizione anche minimamente superiore alla tua;

- tutti gli altri in compenso sei libero di trattarli come zerbini;

- il diplomatico donna in Italia praticamente non esiste;

- le segretarie in compenso sono sempre donne;

- i diplomatici mangiano sempre a scrocco e c'hanno pure la benzina gratis;

- gli stagisti in compenso si devono portare la schiscetta da casa perchè nun je danno manco un ticket restaurant;

- non è vero che i diplomatici sanno bene inglese e francese;

- io in compenso sto maturando una discreta parlata da borgatara de li Castelli;

- i diplomatici si fanno un mazzo tanto;

- se al Ministero degli Esteri imparassero ad usare internet, in compenso, i diplomatici potrebbero starsene tranquillamente a casa tutto il giorno a grattarsi la panza;

Potrei continuare a lungo, il succo del discorso però è semplicemente che ho deciso di non fare la carriera diplomatica.

Dopo aver maturato la scelta di non volere fare la ragazza alla pari a vita, ecco quest'altro importante tassello che si aggiunge alla rubrica "come non buttare la propria vita nel cesso".
Forse procedendo di tre mesi in tre mesi nel giro di una decina d'anni avrò escluso dal ventaglio delle opzioni per il futuro un numero sufficiente di professioni...


Per ora vi lascio la foto del ricevimento a cui siamo stati invitati in occasione della festa del 2 giugno nella residenza dell'Ambasciatore. Si cerca di scroccare quel poco che si può...

Baci e abbracci diffusi a tutti,
sono tornata,
a presto
Benni

sabato, marzo 29, 2008

E' colpa della Norvegia!

Qualche giorno fa in prima pagina sul NY Times c'era un articolo che metteva in croce la Norvegia per aver proclamato a gran voce l'intenzione di diventare un paese ad "emissioni zero" più attraverso la realizzazione di investimenti in progetti ambientali nei paesi in via di sviluppo (possibilità prevista dagli accordi di Kyoto) che tagliando effettivamente in maniera sostanziale le sue (già assai ridotte a dir la verità...); l'articolo sottolineava, inoltre, la totale incoerenza di questo paese che campa sul petrolio e se non potesse più esportarlo perderebbe tutta la sua proverbiale ricchezza, ma al tempo stesso aumenta i prezzi della benzina e le tasse sui SUV per scoraggiare i suoi cittadini a farne uso.

Ora, senza entrare nel merito, ammettiamo pure che il piano della Norvegia abbia delle falle, soffra di un'incoerenza di fondo ecc. ecc., ma che il più autorevole e rispettato giornale di un paese in cui tutti coloro che se lo possono permettere hanno un frigorifero a "due piazze", vivono con l'area condizionata a ppppallla anche quando non ce n'è bisogno e hanno (almeno) un pulmino a otto posti con dvd integrato per scarrozzare i loro pargoletti;un paese dove a parlare di ambiente sono solo gli spot delle più grandi aziende petrolifere che promettono di investire i loro profitti nella ricerca di nuove fonti energetiche (sì, come no...poi c'era la marmotta che impacchettava la cioccolata!!!); insomma che un importante quotidiano del paese più "inquinante" del mondo, faccia la morale a uno stato scandinavo...beh, a me suona abbastanza come una presa per il culo (scusate la volgarità)!!!
Mi sembra un po' un modo per rassicurare i lettori dicendo:
"guardate ragazzi, qui non si fa niente per affrontare l'emergenza più grande del nostro pianeta, ma non vi preoccupate, almeno noi non siamo ipocriti come quegli sfigati dei norvegesi (e in generale degli Europei) che fanno tanto i moralizzatori del mondo, ma poi esportano il petrolio. p.s. continuate pure a non fare la raccolta differenziata, non se ne accorge nessuno!"

E' un po' come se il Corriere della Sera se la prendesse con il potente sistema Mafioso della Danimarca...

Ahi ahi ahi...
L'immagine non è proprio inerente, ma è comunque significativa.
Baci e abbracci diffusi,
Benni

mercoledì, marzo 26, 2008

I'm PD!!! (pure a Miami)

sono lontana e il 14 aprile non potrò neanche votare (maledizione!), il minimo che posso fare è mettere questo video sul mio blog: perchè quando oggi pomeriggio l'ho visto per la prima volta ho riso come non mi capitava da molto tempo, perchè l'hanno fatto miei amici e persone che hanno deciso di metterci la faccia e che ci credono, perchè ci credo anche io, perchè dimostra che facendo politica ci si può anche divertire e perchè abbiamo bisogno di un ottimismo diverso da quello delle promesse dello psico-nano.

Yes we can, se in questo paese di razzisti impenitenti ce la po' fa' Obbbama, pure Uolter ha qualche possibilità!

baci e abbracci diffusi e profusi
Benni

mercoledì, marzo 12, 2008

non so perchè...

"Dopo la pornostar Cicciolina, il transgender Luxuria, arriva una nuova candidatura PROVOCATORIA per il parlamento italiano: la zingara. Dijana Pavlovic, serba e romni (donna di etnia rom), attrice e mediatrice culturale è, infatti, la numero 8 della lista della Sinistra Arcobaleno alla Camera."
Inizia così un articolo appena uscito sul corriere.it.
Non so se anche voi, ma io personalmente mi sento più PROVOCATA (e minacciata) dalla candidatura di un certo Salvatore Cuffaro (UDC), di un certo Vladimiro Crisafulli (PD - Questo Walter non me lo dovevi fare...), di un certo Ciarrapico, di un certo Dell'Utri, ah, dimenticavo, di un certo Silvio Berlusconi.

domenica, marzo 09, 2008

Purim

L'altro ieri ho aperto la cartelletta dove le maestre dell'asilo mettono gli avvisi per le famiglie dei bambini. Uno di questi invitava ad adottare un soldato israeliano, inviandogli un pacco del valore di dieci dollari in occasione del PURIM (un'importante festa ebraica).
L'altro ieri un terrorista palestinese ha ucciso otto studenti israeliani a Gerusalemme e, durante la settimana precedente, gli attacchi dell'esercito israeliano hanno fatto circa 130 vittime fra la popolazione della Striscia di Gaza.
Mi è venuto automatico chiedermi perchè, invece di fare cantare a questi bambini un ipocrito "shalom aleichem" (la pace sia con te) durante le celebrazioni dello shabbat e poi chiedere loro soldi per un esercito che combatte una guerra continua, sanguinaria, illegale e ingiusta, non gli insegnino cosa sono la tolleranza, la Pace, la giustizia; perchè non li aiutino a capire che la violenza è sbagliata in ogni sua accezione; perchè li convincano che ci siano morti per cui è giusto piangere e morti da insultare...

Queste cose lasciano l'amaro in bocca perchè fanno capire quante poche siano le speranze di cambiamento: i figli perpetreranno probabilmente gli errori dei loro padri, perchè cresceranno con gli stessi valori, con le stesse paure, con gli stessi pregiudizi.

Vorrei aggiungere tante riflessioni, parlare di tanti altre storie che mi hanno fatto pensare in questi giorni, ma mi sembra che questa sia già abbastanza carica di significato e non abbia bisogno di altri commenti.
A presto,
baci e abbracci diffusi a tutti,
Benni




domenica, febbraio 24, 2008

Juno ed altre amenità

Per prepararmi adeguatamente alla notte degli Oscar ho appena visto "Juno", la pellicola indipendente che, dopo aver vinto il Festival di Roma, rischia di conquistare ben quattro delle preziose statuette (fra cui miglior film e miglior regia) che verranno distribuite domani sera.
Si tratta di un film delicato, gentile, che tocca corde sensibili con leggerezza; un film che racconta una storia particolare in maniera estremamente "normale", senza giudizi, senza soluzioni universali, ricette magiche o tragedie greche in stile hollywoodiano...mi è piaciuto molto e lo consiglio caldamente (soprattutto alle fanciulle).
Una delle cose migliori del film è senza dubbio l'interpretazione di Ellen Page, la giovanissima protagonista, così diversa dalle centinaia di teenager alla riscossa pompate a mille da disney channel che sono costretta a sorbirmi dalla mattina alla sera in questa casa, non a caso in lizza per l'oscar contro vari mostri sacri.

Quando leggo le storie di questi "enfants prodige" (Ellen ha un anno in meno di me), mi chiedo se le scelte fatte fino ad oggi siano state quelle giuste, se non abbia imboccato la strada sbagliata, se non mi sia lasciata sfuggire l'occasione di diventare altro da ciò che sto diventando. Ho la bocca, il naso, ma soprattutto le orecchie piene di dubbi che ronzano senza tregua.
Mi sembra che tutto stia correndo così in fretta e che, scelte rimandate a lungo, siano ormai state fatte dal tempo al mio posto...

Poi per fortuna, per puro caso, il lettore mp3 tira fuori una canzoncina sentita e ri-sentita mille volte durante uno spot molto famoso, ma ascoltata per la prima volta tre minuti fa:

"Feel the rain on your skin
No one else can feel it for you
Only you can let it in

No one else, no one else
Can speak the words on your lips
Drench yourself in words unspoken
Live your life with arms wide open
Today is where your book begins

The rest is still unwritten"

C'è speranza...forse.

In ogni caso un grande grazie a chi ha inventato la musica POP e questo genere di slogan consolanti!

Per il resto va tutto bene: curo i pargoli, ma soprattutto esploro, chiacchiero, mi guardo intorno, conosco altre au pair e faccio colazione nei tipici bar americani coi pensionati..insomma, mi sto acclimatando.

La foto che vi lascio è emblematica di ciò che gli Americani definiscono arte...

Baci e abbracci diffusi a tutti (e un grazie particolare al caro Jerome che si è ricordato di me nel suo blog...)
Love
Benni


martedì, febbraio 12, 2008

Nero con...bianco non tinge e il meritato predominio musicale americano!

Ieri, tornando dalla spiaggia, ho avuto la fortuna di trovare uno dei rari autobus che passano da queste parti; ho caricato il mio potente mezzo sul comodo porta-bici attaccato al muso del bus, ho pagato il biglietto e mi sono guardata intorno. Ero l'unica bianca. Tutti i miei compagni di viaggio, per lo più donne afro-americane, tornavano dai grandi alberghi di lusso di South Beach dopo l'ennesima usurante domenica di lavoro.

Da quando sono qui l'impressione è che il grande modello americano di integrazione sia un po' un falso mito, almeno da queste parti. Bianchi coi bianchi, neri coi neri, latinos con latinos, ebrei ortodossi (una comunità enorme a Miami) con ebrei ortodossi. Di coppie miste credo di averne viste (non conosciute, ma solo viste) due in più di venti giorni. Appena sono arrivata la mia famiglia mi ha ingiunto si stare attenta perchè "nonostante il nostro sia un ottimo quartiere, qui vicino il neighborhood è black...". La scuola pubblica della figlia maggiore è nella zona di little havana, la più latina di questa città dove il 60% delle persone parla, comunque, come prima lingua lo spagnolo, ma la bambina non frequenta nessuno dei suoi compagni al di fuori del contesto scolastico. Solo vicini di casa (quelli bianchi) o figli di amici.
Le comunità non hanno momenti o opportunità di dialogo. Gli ispano e gli afro-americani di solito lavorano per i bianchi. La relazione finisce qui.
Ma non è solo una questione di posizione sociale; la differenziazione etnica si pone come problema trasversale, al di là delle barriere di "classe: i ricchi neri stanno coi neri, e i poveri bianchi stanno coi bianchi, per intenderci.
Ovunque ci sono scritte in inglese, in spagnolo e addirittura in creolo; anche questi clivages linguistici non aiutano.

Guardando le cose da questa prospettiva si capisce davvero perchè Barack Obama rappresenti una novità reale. Certo, le cose non si cambiano con la bacchetta magica; queste divisioni sono ormai cristallizzate e solide e non basterà un presidente di colore per attenuarle. Ma sarebbe un riconoscimento importante che andrebbe ben oltre il mese della "black history" in corso in questo momento o il posto dedicato a Rosa Parks sugli autobus...

Al di là di queste considerazioni, che oltre un certo limite nuociono gravemente alla salute, ieri sera mi sono goduta tre ore e mezzo di Grammy Awards: su questo non c'è niente da dire amici, Americans do it better!
E' stata davvero una serata esaltante, fra commemorazioni di vecchi grandi artisti, performance di nuovi e duetti inimmaginabili; chi avrebbe mai messo l'apparentemente cattivissimo kid rock a cantare, e bene, con la settantacinquenne prima vincitrice di un grammy 50 anni fa? Dove la trovi Tina Turner che a 200 anni canta e balla insieme a Beyoncé divertendosi ancora come una ragazzina fasciata da un'imbarazzante tutina argentata? O Alicia Keys che duetta con l'ologramma di Frank Sinatra? O Aretha, la grande, infinita, meravigliosa Aretha che si esibisce con un meraviglioso coro gospel? E la mitica Amy Winehouse che canta via satellite perchè non le hanno dato il visto, ma poi si cucca tutti i premi più importanti (sottolineo che io l'ho scoperta quando ancora non la conosceva nessuno...ehm!)??? O Kanye West con la lacrimuccia mentre rappa la canzone per la mamma morta?

Una vera festa della musica (non solo pop e commerciale, ma anche black, jazz, indie, rock, country e chi più ne ha più ne metta), del glamour e anche della kitscheria americana che si è conclusa nel più bel modo, ovvero con un finale completamente inaspettato visto che il premio per il miglior album dell'anno, invece di andare alla già titolatissima Amy o a qualche sgallettato artista da classifica, è stato assegnato al compositore e musicista jazz Herbie Hancock che, con le sue misere 40000 copie vendute, tutto si aspettava meno che ricevere questo riconoscimento! E invece...

Baci e abbracci diffusi a tutti
Benni

domenica, febbraio 03, 2008

nelle auto prese a rate, dio è morto...


Oggi siamo andati a comprare (anzi a prendere in leasing) la nuova auto decappottabile per Mr. Christophe, il papà della mia famiglia "adottiva".
La prima impressione che si ha arrivando qui è di trovarsi in un rigoglioso deserto costellato da grandi, moderne e profane (ma forse no) cattedrali: i negozi.

Lo scopo principale è VENDERE, non importa cosa, a che prezzo, in che modo. Non importa che siano auto, hamburger, assicurazioni, medicine, piscine, arricciacapelli, robot per la casa...ciò che conta è vendere e, chiaramente, comprare.
L'impatto è piuttosto scioccante soprattutto quando la persona che ti ospita in casa, gentile, intelligente, brillante, davvero in gamba, invece di indicarti il museo o la spiaggia più vicini, ti segnala il miglior centro commerciale della zona!
Può sembrare uno scherzo o un'esagerazione, ma è cosi, e vi assicuro che NON si tratta della tipica grassona americana con cheeseburger che spunta dalle orecchie e rutto incluso o della maniaca del fitness con labbra rifatte e chiwawa da borsetta da telefilm americano...
Qui l'acquisto assume proprio un valore sociale, culturale, ha quasi una sua sacralità (per questo forse i negozi nn sono cattedrali "profane"): se effettuato, rappresenta una parte importante della giornata, se no, un'opportunità mancata o un momento che si aspetta con fervore, con ansia.

Naturalmente Miami, e tanto meno gli USA credo, non sono solo questo e ci sono mille altre cose che mi hanno colpito in queste due prime settimane e che magari vi racconterò più avanti: dalla smisurata grandezza della città e della spiaggia (che sembra non finire mai e, nonostante le splendide e calde giornate di sole, è sempre incredibilmente vuota), alla diversità di ritmi e di stili di vita della famigliola presso cui faccio, brillantemente, la baby-sitter, rispetto a quelli "mediterranei" a cui siamo abituati noi...e tante altre cose insomma!

Ci sarà tempo, per ora accontentatevi di questi primi e disordinati pensieri!

Un abbraccio forte
p.s. la foto non c'entra tanto con tutto il discorso, ma mi piaceva!se volete vedere le altre andate su http://caccadaurlo.spaces.live.com/

sabato, gennaio 19, 2008

panta rei

Una persona a cui voglio bene l'altro giorno mi ha detto che nell'ultimo anno ci siamo persi, che l'abbiamo buttato via. E' vero, con questa persona è andata così. Con molte altre no.
Eppure questa sera, a poche ore da quel volo intercontinentale che mi porterà così lontano, ho tanta paura, perchè questa volta è tutto diverso.
Fra tre mesi sarò di nuovo qui, è vero, ma quanto ci resterò? Quanto tempo potrò dedicare alle persone che sinora mi sono state vicino? Cosa potrò condividere con loro? Cosa resterà di questi anni intensi trascorsi insieme? Foto, biglietti, video, parole? La parola "ricordo" è la parola che odio di più al mondo, proprio non riesco a sentirla...
Sempre quella stessa persona di cui parlavo prima mi ha detto che invidia coloro che partono, perchè mettono uno sull'altro tanti mattoncini per costruire il proprio futuro.
Giusto, giustissimo, per carità, ma al tempo stesso quanti muri sto facendo crollare dietro di me mentre volto le spalle e me ne vado?
La paura è questa. E basta. Tutto il resto, lo so, sarà perfetto.
Per esorcizzare tutti questi cattivi pensieri, vi lascio loro due.

In high seas or in high seas, I'm gonna be your friend,
and in high tide or in low tide, I'll be by your side...

Baci e abbracci diffusi e buon viaggio anche a voi,
Benni

sabato, dicembre 15, 2007

Pace e democrazia...

Dalla newsletter di Emergency:
"Diranno che si trattava di feroci talebani, e che la grande operazione iniziata tre giorni fa a Musa Qala in Afganistan era inevitabile. Diranno quanti nemici hanno ucciso e (forse) quanti civili sono rimasti coinvolti "per errore". Oppure non diranno niente, tanto non ci sono testimoni, la'. Degli abitanti di Musa Qala, qualcuno ha raccattato le proprie cose ed e' scappato sulle montagne. Qualcun altro e' sceso qui in citta'. I piu', non avendo dove andare o di che sopravvivere, non si sono mossi. Abdullah, sette anni, e' uno di loro.E' arrivato oggi con suo padre nell'ospedale di Emergency aLashkar-gah. Passeggiava con il fratellino quando e' piovuta una bomba dal cielo. Le schegge hanno maciullato le gambe del fratello: amputate entrambe. Anche Abdullah ha perso una gamba. E chi lo spiega, a lui e alla gente del suo villaggio, che e' per il loro bene? Che vengono massacrati in nome della pace e della democrazia?"

giovedì, dicembre 06, 2007

una settimana da dottore! (in chiappologia)

Ebbene sì, dopo peripezie burocratiche e acrobazie tesistiche di ogni genere, giovedì scorso sono ufficialemente diventata una dottoressa! (risate in sottofondo, le sentite?!?)
Mi sono presentata vestita di viola (a detta di alcuni sembravo in pigiama, ma va beh) con un adorabile cappottino arancione e la copertina della tesi in tinta...sarà per questo che il mio relatore ha deciso di essere assai tirchio con i punti ?!?
Qualunque sia stata la ragione della sua parsimonia, in fondo grazie a lui ho avuto un voto originale e non scontato, che, sono sicura, pochi potranno vantare con i loro nipotini dicendo: "nella vita bisogna sempre cercare di migliorarsi, figliolo, è per questo che io sono fiera di quei 108 centodecimi ottenuti alla mia laurea triennale in scienze delle merendine internazionali nel lontano 2007..."
Fa un certo effetto, eh???
Comunque, bando alle ciance! I progetti per il futuro sono:
  • festeggiare a ciclo continuo almeno fino al sette gennaio (nell'ordine: lauree degli altri chiappologi e conseguente festa, natale, capodanno, befana e compleanno)
  • mettere a rischio la vita di milioni di cittadini milanesi prendendo la patente
  • partire per Miami beach con camicia hawaiana, pinne, fucile ed occhiali per poi scoprire che la famiglia presso cui sarò una credibilissima ragazza alla pari vive nell'unico angolo della florida dove nevica 12 mesi l'anno! yuppeeeeeeee

Insomma...un progetto di vita serio e ben organizzato come potete vedere...alla Benni direi!

ora vado per qualche giorno in montagna per disintossicarmi dall'eccessivo alcool ingurgitato negli ultimi giorni, ma soprattutto dallo smog di questa malatissima città; ci vediamo lunedì.

Baci e abbracci diffusi a tutti

Benni (the doctor!)

sabato, novembre 24, 2007

Maledetto mondo

Grazie a Pino Scaccia che ancora riesce a portare un po' di luce (poca, a dire il vero...ma chiaramente non è colpa sua) su tutto questo.
Maledetto mondo...


dal blog di Pino Scaccia
Nel mondo arabo gli affari si fanno sempre davanti a una tazza di “ciai”, di the. Quando poi sul tavolo compare anche una bandierina, formalisti come sono, non c’è dubbio: è un incontro ufficiale. Dunque, l’incontro a Baghdad fra il generale americano David Petraeus, il vicepresidente iracheno Bahram Saleh e il leader del gruppo “Rinascita dei Cavalieri della Mesopotamia”, Abu al-Abed, documentato da una foto, è per stringere un accordo. Solo che l’uomo che si fa chiamare Abu al-Abed fino a pochi mesi fa (sei, per l’esattezza) era il capo dell’Esercito Islamico dell’Iraq, l’organizzazione terroristica che fra l’altro ha rapito e ucciso Enzo Baldoni.
Trentacinque anni, ex ufficiale di Saddam, nome vero Saad Erebi al Ubaidy, per anni ha combattuto duramente contro le forze statunitensi ma ora ha cambiato casacca, lavora per gli Usa da cui riceve stipendio, armi e appoggio logistico. Gli americani lo sanno bene cosa hanno fatto lui e la sua organizzazione trasferitasi in massa nel nuovo gruppo (il generale Petraeus è il comandante supremo delle forze Usa in Iraq) ma hanno chiuso un occhio su tutto, compresa la pressante richiesta italiana di restituire la salma di Baldoni. Lo rivela il quotidiano arab oal Hayat edito a Londra che ha intervistato l’ex capo terrorista. “L’accordo è nato sei mesi fa – rivela il cosiddetto Abu al Abed -, un vero e proprio contratto di tre mesi in tre mesi, rinnovabile. Io garantisco la sicurezza nei quartieri sanniti contro il nemico comune che ora è al Qaeda. Ho 900 uomini, 600 provenienti dall’Esercito Islamico, gli altri sono poliziotti di origine sunnita. Gli americani ci passano lo stipendio (ogni uomo prende 360 dollari al mese), oltre ad armi moderne e basi. Talvolta ci appoggiano anche militarmente, insomma combattiamo insieme. Il passato da nemici? Cancellato”. Troppo facile. Ma agli americani, gli unici che potrebbero chiederglielo (ormai da alleati addirittura) già distintisi in inchieste chiuse in fretta su autentiche nefandezze mascherate da guerra al terrorismo, poco importa evidentemente di una povera famiglia che aspetta almeno un corpo su cui piangere.

yaaaawwwwn!

la mia tesi è noiosa, ma così noiosa che ieri una casa farmaceutica che produce sonniferi mi ha offerto un sacco di soldi per brevettarla...cosa faccio, accetto?
per fortuna che è praticamente finita...
baci e abbracci diffusi

lunedì, novembre 12, 2007

Benni, Benni, Benni sosteneva tesi e illusioni...

Ieri sera ho visto la prima parte della fiction di raiuno su Rino Gaetano che, oltre ad aver scritto delle gran belle canzoni, è anche un mio conterrone, ma questi sono dettagli!
La cosa che mi ha colpito senza dubbio di più (e che gli autori hanno sottolineato molto) era il continuo tentativo da parte degli altri di inquadrare la sua musica, le sue parole e i suoi comportamenti in uno schema prefissato, in un modello preconfezionato: "ma tu da che parte stai?" era la domanda più ricorrente con la quale lo tartassavano. Sei un cantautore impegnato o leggero, sei un compagno o un fascista...e così via; e Rino, o quantomeno la sua trasposizione televisiva, in queste barriere rigide non riusciva ad inserirsi, non riusciva a costruire un'immagine di sè capace di rispecchiarsi in quelle costruite per lui dagli altri...e ne soffriva.
Mi è venuto spontaneo fare un paragone fra questa rappresentazione della realtà dell'epoca e la realtà "reale" in cui viviamo noi adesso; se da un lato è vero che oggi, senz'altro più di allora e anche grazie a ciò che è successo allora, viviamo in un'epoca che ha raggiunto l'apice del relativismo culturale, del pluralismo delle idee, dei valori, delle informazione ecc. è anche vero, che, almeno dal mio umile punto di vista di ventenne nata e cresciuta a Milano, oggi come allora siamo sottoposti alle continue pressioni di chi ci chiede o ci impone di prendere posizione.
Destra o sinistra, centro o periferia, scuola pubblica o scuola privata, ricco o povero, cattolico o no, filo-americano o anti-americano,fighetto o alternativo, etero-sessuale o omo-sessuale, teatro classico o teatro sperimentale, filo-israeliano o filo-palestinese, cinema o televisione, macchina o bicicletta, corso como o centro sociale...ecc. ecc.
Ogni giorno giudichiamo e veniamo giudicati non tanto per ciò che siamo, ma per come sappiamo inserirci nella società, per la casellina che decidiamo di riempire. Io stessa quando sono arrivata a lille e ho conosciuto molte persone nuove, mi sono resa conto del fatto che avevo sempre bisogno di dei punti di riferimento per capire dove "collocare" il soggetto che avevo davanti rispetto ai modelli ben preconfezionati nel mio cervello...eppure fino ad allora avevo sempre creduto di essere una persona aperta e senza troppi pre-giudizi soprattutto perchè avevo sempre odiato essere giudicata e "catalogata" dagli altri attraverso schemi prefissati; evidentemente, però, neanch'io ero poi così indenne a questo tipo di generalizzazioni.
Tutto ciò per dire che forse si dovrebbe provare ad essere un po' più aperti e curiosi verso le idee e i comportamenti altrui e a rispettare una gamma di reazioni, atteggiamenti e modi di vedere le cose un po' più vasta di quella che che ci prefiguriamo di solito, anche perchè, come ho sentito dire ieri al mitico, insuperabile e meraviglioso Ian mcEwan "la mancanza di immaginazione è la violenza peggiore" perchè provoca l'intolleranza.
Baci e abbracci diffusi,
Benni "la maestrina-rotellina"

sabato, novembre 10, 2007

questa terra senza misura che confonde il diritto con il favore...

Francesco De Gregori
Adelante! Adelante! (1992...)

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale.
Adelante! Adelante!
C'è un uomo al volante,
ha due occhi che sembra un diavolo!
Adelante! Adelante!
È in arrivo, è distante,
alla fine di questo tavolo.

Di questo cavolo di pianura,
di questa terra senza misura,
che già confonde la notte e il giorno,
e la partenza con il ritorno,
e la ricchezza con il rumore,
ed il diritto con il favore,
e l'innocente col criminale,
ed il diritto col carnevale.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale.
Da Torino a Palermo,
dal cielo all'inferno,
dall'Olimpico al Quirinale.
Da Torino a Palermo,
dal futuro al moderno,
dalle fabbriche alle lampare.

In questa terra senza più fiumi,
in questa terra con molti fumi
Tra questa gente senza più cuore,
e questi soldi che non hanno odore,
e queste strade senza più legge,
e queste stalle senza più gregge,
senza più padri da ricordare,
e senza figli da rispettare.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale.
Adelante! Adelante!
C'è un uomo al volante,
c'è un ombra sulla pianura.
Adelante! Adelante!
Il destino è distante,
alla fine dell'avventura.

Che si nasconde in un polverone,
nell'orizzonte di un acquazzone,
e nei vapori della benzina,
diventa musica nella mattina,
e meraviglie sudamericane,
e companatico senza pane,
arcobaleno sotto le scale,
e paradiso nel temporale.

Passa correndo lungo la statale
un autotreno carico di sale...

Ma quest'uomo quante ne sa???

lunedì, ottobre 29, 2007

l'oggetto del desiderio!

Non era proprio questo e non si chiamava "princess", ma il mio amato zaino con le rotelle non differiva molto da quello della foto!
E, dopo il grande successo ottenuto grazie a uno dei miei ultimi post (dove la discussione oltretutto continua) non potevo che tributargli questo piccolo onore e ringraziarlo per tutti gli splendidi (anche meno splendidi...diciamolo!) momenti che mi ha regalato durante i ruggenti anni delle medie!

Ti voglio bene, zaino con le rotelle, e non ti rinnegherò mai!!!
sì, lo so, sono scema, lo so, lo so! Ma non potevo non farlo...
Baci e abbracci diffusi,
Benni